mercoledì 20 febbraio 2013
domenica 3 giugno 2012
Sprazzi di Morena
La stanza era avvolta da una leggera penombra, da quella grande finestra che si affacciava su di un piccolo balcone, filtrava poca luce nonostante fuori il sole era già alto, nell'aria si respirava profumo di calma spezzata soltanto da una leggera brezza che s’infrangeva su una tapparella abbassata.
Morena aveva lo sguardo fisso nel vuoto, seduta come sempre alla sua scrivania, attimi di pausa, di riflessione che ormai quotidianamente si concedeva, come a volersi estraniare da un mondo che iniziava a stargli stretto. Non vi erano amori proibiti dietro quello schermo da 17” ma Morena si sentiva una ladra ...
Chiusa nella sua semplicità, con il sapore di una donna d'altri tempi, pigiava nervosamente sulla tastiera, i lunghi capelli castani le incorniciavano il viso, mentre seduta precariamente lottava contro quel po’ di tempo che restava ...
Tremava Morena come una foglia in balia del vento, come un bimbo timoroso di essere pescato con le mani nella nutella, eppure continuava a scrivere ...
Il cuore stretto in una morsa e sentimenti che volavano liberi su uno schermo a cristalli liquidi ...
Ogni volta che quella valanga di sentimenti si raggrovigliava nel suo cuore, Morena iniziava a scrivere, montagne di fogli dalla calligrafia pasticciata a tratti indecifrabile che passavano dal blu al nero con la stessa semplicità con cui lei scriveva.
Sembrava non curarsene Morena poiché poi meticolosamente riordinava tutto, non appena il groviglio iniziava a sciogliersi.
Come a voler urlare ... le sensazioni dell'anima ...
giovedì 12 gennaio 2012
Un affetto dimenticato...
E' tardi...
guardo distrattamente l'orologio...
un altro giorno è
giunto al termine
la notte ormai
avvolge ogni cosa
col suo manto...
un pugno di lucciole
risplendono frà le mie mani
pronte a spiccare il volo
in questa notte fatata...
miriade di stelle
si accendono...
cerco la tua mano segnata
dal lavoro di una vita ...
la sfioro dolcemente
tutto tace...
respiro quest'attimo di pace ...
si ascolta solo la
dolce melodia della natura ...
i respiri...
il battito dei nostri cuori ...
l'odore della tua pelle
si mescola con
l'enebriante profumo di gelsomino...
una fresca brezza
accarezza i nostri volti
spazzando via
ogni briciolo di malinconia...
stringo forte la tua mano
come a trasmetterti ...
tutto quello che di buono è in me
rapita dal tuo sguardo
verde smeraldo
illuminati da una luna
radiosa più del solito...
un delicato sentimento
si percepisce nell'aria...
un affetto dimenticato....
Emy Coratti-
mercoledì 13 aprile 2011
5 per 1000
Dietro questo numero ci sono le nostre storie, le nostre speranze, le nostre passioni, la nostra gioia, la nostra tenacia, la nostra vita di ragazze e ragazzi che ti chiedono solo rispetto e comprensione
giovedì 23 dicembre 2010
Un Disabile Ugualmente Felice
Caro Babbo Natale,
porta a tutti gioia, serenità e un Anno Nuovo che sia migliore del precedente ma anche un po’ Diverso. Porta a tutti, ma propio a tutti, quello di cui hanno bisogno per diventare, per sentirsi, un po’, come dire... Diversamente Normali, Diversamente Felici, che poi è il primo passo per essere tutti Ugualmente Felici. Guarda, tu lo sai, a me basta poco; basta solo essere amata, considerato, accettato, trattato come gli altri. Per tutti, quando mi va bene, sono un Diversamente Abile, quando mi va meno bene sono un Portatore di Handicap e quando mi dice male sono un Handicappato! Ma io voglio essere solo me stesso; solo un uomo o una donna, come gli altri. Caro Babbo Natale, a tutti quelli che, per un motivo o per un altro, si devono occupare di me e di quelli come me, porta la capacità di comprendere invece che commiserare, di condividere invece di disapprovare, di amministrare invece che sovrintendere, di essere partecipi invece che indifferenti, di impegnarsi invece che far finta di interessarsi. Caro Babbo Natale, quest’anno che verrà, pensa a loro, falli migliori. Io non ti chiedo niente perché già mi hai dato tante cose: chi mi ama, chi mi accetta, chi mi considera per quello che sono… una persona come tutti. Ahò, e poi mi hai dato la capacità, qualcuno la chiama autonomie, di fare cose che mica sono da tutti. Io sono capace di fare tante cose che… insomma sentite un po’ che roba; mica pizza e fichi! Io quando i miei occhi non vedono sono capace di “vedere” con le orecchie, con le mani e con il cuore. Io quando le mie orecchie non sentono sono capace di “sentire” con gli occhi e con il cuore. Io quando la mia bocca non parla sono capace di “parlare” con le mani e con il cuore. Io quando le mie gambe non camminano sono capace di “camminare”anche su due ruote. Ed io sarei l’handicappato? Quello che non è capace di fare niente? Dai provateci voi se ci riuscite! E poi, se proprio non posso fare niente, io guardo, io sento, io parlo, io rido, io piango, io urlo, io amo, io cammino, io vivo… io posso tutto con il cuore e l’amore di chi mi è vicino. E non mi sembra poco. Caro Babbo Natale con l’Anno Nuovo fai tutti un po’ disabili così, forse, apprezzeranno di più le “piccole” cose della vita e riusciranno ad essere più felici e sereni. Auguri a tutti!
Un Disabile Ugualmente Felice
lunedì 1 novembre 2010
lunedì 23 giugno 2008
ci sono momenti nella vita
in cui il mio pensiero
varca la soglia dell'infinito
per arrivare a te.
Non occorre che io ti dica nulla
o ti racconti alcun cosa,
leggo nei tuoi occhi che sai...
Questo silenzio
ha un profumo celestiale...
Buon Compleanno mio angelo custode.
Ora è tempo di tornare,
forse il mio è soltanto un sogno,
ma il ricordo del tuo dolce
sorriso mi accompagnerà...





